Trappisa è a 500 metri sul livello del mare, di neve ne fa poca e si scioglie presto. ❄️
Come anno scorso salimmo alla Burraia per trovarne un po’, quest’anno siamo andati a cercarla a un’ora e mezza di auto circa dal rifugio, intorno al Monte Fumaiolo (1407 m) 🗻
Lo spettacolo è stato decisamente avvincente come si può vedere dalle foto 📸

La neve e il suo magnifico silenzio ricoprono tutto di bianco anche il tetto dell’ex scuola di Strabatenza.

I ricordi però rimangono vivi e riaffiorano dalla neve come quello di una maestra riportato nel libro “Il popolo di Strabatenza”.

Nel presepe di Casanova dell’Alpe questa notte oro, incenso e…ferro di antichi attrezzi da lavoro, lavorati dalle sapienti mani di Stefano Bob Fagioli , verranno regalati al bambin Gesù

Una raccolta di immagini ritraggono il 2021 a Trappisa. 🏡

Dalle osservazioni del cielo all’ascolto dei bramiti, dalle degustazioni di cibi alle presentazioni di libri e riviste al teatro alla musica, insomma le stagioni si sono susseguite rapidamente in questa magica valle. 🚶🏻‍♂️

Lungo i sentieri immersi nella natura del Parco delle Foreste Casentinesi ringraziamo tutti i collaboratori, amici e ospiti che hanno reso possibile un altro anno a Trappisa di Sotto. 🌳

 

Siamo pronti, Trappisa è ufficialmente e finalmente aperta 🏡

Vi aspettiamo e vi auguriamo buon Natale e buone feste davanti al camino acceso 🎄

Abbiamo dimenticato la fototrappola dietro al rifugio per quasi tutto novembre ed i primi di dicembre, gli abitanti del bosco si sono mostrati. Qui abbiamo una famiglia di cervi, la protagonista assoluta è la mamma che è spesso in primo piano ma si vede anche il figlio e sul finale il padre.

In queste fredde notti di luna piena i paesaggi ghiacciati riflettono i suoi raggi ed è possibile camminare senza torcia e immergersi in un piacevole silenzio 🌕

Abbiamo dimenticato la fototrappola al rifugio a novembre e gli abitanti del bosco si sono mostrati, qui il video di un branco di lupi.

Una mini-storia di Leonardo Maltoni estrapolata dal libro “Miniature romagnole”. Il professore di Cesenatico per lavoro si spostò anche negli appennini ed in particolare a Poggio alla Lastra, qui conobbe un cantoniere di nome Gianni e racconta che per lavoro tutti i giorni “sistemava una mulattiera che ormai da anni più nessuno calpestava”.

Abbiamo dimenticato la fototrappola dietro al rifugio per quasi un mese e gli abitanti del bosco si sono mostrati, qui il video dell’istrice.