Certe mattine aprendo la finestra ci si può imbattere in un muro bianco di nebbia 🌫
Questo capita anche a Trappisa, ma chi conosce la montagna sa che basta salire un po’ per scoprire che la nebbia svanisce. 🌳

Si può beneficiare di un’alba meravigliosa e trasformare una giornata uggiosa in una giornata di sole in quota 🌞🏡🥾

📍qui ci troviamo tra la valle di Strabatenza e quella di Ridracoli

Esattamente qui:

Di seguito una galleria di fotografie storiche che spaziano dalla Valle di Strabatenza, a Rio Petroso, da Ridracoli alla Rondinaia fino a Poggio alla Lastra.

Queste fotografie sono un contenitore di ricordi ed emozioni importantissimo che è stato raccolto meticolosamente e con passione da Don Daniele Bosi che ringraziamo di cuore per l’opportunità che ci ha donato nel farcele condividere.

Anche antichi muri possono raccontare storie, questa è la storia dell’Abetaccia. Articolo di Alessio Boattini.

Nei pressi del passo del Carnaio non distante dal monumento che ricorda le vittime dell’eccidio nazifascista, vi è una strada prima asfaltata quindi sterrata che in lieve discesa, a mezza costa su terreno arido e sassoso dopo qualche chilometro raggiunge il piccolo cimitero e quindi i ruderi della chiesa di Rio Petroso, orfani anche del campanile a vela che ha ceduto alle ingiurie del tempo ed è rovinato oltre dieci anni fa.

Nell’augurare a tutti un buon 2021 vi mostriamo i momenti più significativi che hanno caratterizzato lo scorso anno a Trappisa.

La parrocchia di Casanova dell’Alpe, dall’alto dei suoi 1000 metri di quota, domina sulla valle del Bidente di Pietrapazza e su quella del Bidente di Ridracoli, ed è la frazione più elevata del Comune di Bagno di Romagna. Articolo a cura di Davide Prati.

Buon Natale e felice anno nuovo dal Rifugio Trappisa di Sotto, vi aspettiamo nel 2021 con tanti eventi e novità 🎁🎅🏻🎄

🙏🏻 Grazie a tutti i nostri clienti e a chi, durante quest’anno non proprio facile, ci ha aiutato e sostenuto.

Con questi videi vogliamo raccontarvi una storia.

Anzi tante storie che si sono svolte dal 1994 al 2007 e che speriamo, in tempi migliori, di replicare con le scuole di Rimini o con qualsiasi altra scuola voglia intraprendere un’avventura del genere al Rifugio Trappisa di Sotto.

Buona visione..

Trappisa di Sotto, come altre case appenniniche aveva il suo forno a legna che veniva riscaldato ogni sette o otto giorni e serviva a cuocere il pane della famiglia e a turno anche quello dei vicini. Nella zona ci sono moltissimi ruderi che conservano le rovine di un forno. A Trappisa il forno l’abbiamo restaurato qualche mese fa e oggi può essere utilizzato come un tempo, per cuocere il pane e perché no? per fare una pizza. Scopriamo i consigli di Giovanni Fanti, nostro pizzaiolo di fiducia.