La storia di
Trappisa di Sotto

Il Rifugio
che vi ospita non sono
quattro semplici mura.

Si tratta di pietre che possono vantare una storia secolare che vi invitiamo a conoscere per comprendere e poter così rispettare coscientemente. Prima di essere un rifugio, queste pareti sono state la dimora di tanti “alpigiani”: gente povera ma orgogliosa, attaccata alle proprie origini che questi “sassi” oggettivizzavano, assieme ai boschi ed ai campi che li circondavano.

Gente che viveva di sacrifici e di rinunce, in balia di una natura spesso parca di doni ma dalla quale i villici sapevano trarre quanto loro abbisognava ed alla quale erano gelosamente attaccati ed avvinghiati in una sorta di “ideale dell’ostrica” di verghiana memoria.

Per decenni fittavoli, mezzadri e coloni si sono alternati nella conduzione del podere fino al grosso esodo del secondo dopoguerra e l’abbandono…

…fino al nostro arrivo!

Lo stesso rispetto che questa gente aveva per la terra dei propri avi, noi l’abbiamo sempre sentito come nostro e vi chiediamo di farlo vostro.

Di seguito trovate elencate le notizie storiche reperite su Trappisa, che vi esortiamo a leggere e sulla quale saremo felici vi fermaste a meditare.

Da una ricerca a cura di Claudio Bignami, che ringraziamo, si dice che la Chiesa di San Donato a Strabatenza sia ricordata fin dal XIV secolo. Questo dato indica un popolamento in atto della zona che probabilmente si fece più consistente nei secoli immediatamente successivi. Spesso nei primi documenti Trapisa è indicato genericamente e non esiste una distinzione tra l’abitazione ‘di sopra’ e quella ‘di sotto’.

Tra i primi personaggi ricordati abbiamo nel 1630 un certo Tognino di Giovanni lavoratore de’ Piombini a Trapisa che ‘avendo dato fuoco alle stoppie in detto loco et portato il fuoco dalla residentia del Venturi a una capanna la quale volendo essa diffenderla dal fuoco, che fu adi 7 di Agosto 1630, ne restò talmente scottato in tutta la persona che in capo a sei giorni si riposò nel Signore confessato e comunicato fu sepolto in chiesa adi 14 detto con le solite cerimonie’.

Nel 1634 a Trapisa vive un certo Domenico, tra il 1649 e il 1650 altri personaggi che abitano a Trapisa sono Lisabetta d’Antonio da Trapisa, Giovanna di Giovanni da Trapisa e Maria d’Agnolo da Trapisa

Tra il 1651-1657 a Trapisa sappiamo che vive Salvestro d’Antonio.

Nel 1709 appare a Trapisa il cognome Beoni, famiglia proprietaria che caratterizzerà la storia del podere: Francesco di Michele Beoni da trapisa e Giuseppe Beoni da Trapisa.

Nel 1712 ci vive sempre un Beoni, Antonio di Francesco Beoni da Trapisa.

Tutto ciò che è successo sotto questo tetto

in ordine cronologico