Suo fratello non aveva mai tardato tanto, soprattutto da quando all’intorno se ne erano andati tutti. Bagno era lontano, ma Maurizio aveva buona gamba, e forse poteva essere già a Ridolmo o addirittura alla Casaccia : non avrebbe tardato tanto allora…
Ma era notte quasi, ed inoltre, lungo la strada, non avrebbe trovato più il conforto di case un tempo fervide – a quest’ora – nell’apprestarsi alla cena. Come avrebbe fatto poi nel buio a superare le insidie della strada irta di sassi e del galestro che tradisce il piede?
Guardò con una fitta al cuore verso le vicine sagome di Ca’ dei Maestri e Ca’ di Giorgio che si profilavano salde, più nere della notte che risaliva veloce dal quieto scorrere del Bidente: non le abitava più nessuno, come nessuno abitava più Abetaccia, Rignone, San Giavolo, Ca’ dei Conti, Ca’ di Michelone… Tutti se ne erano andati. Tutti.
Fino a qualche anno prima – un tempo che le sembrava incommensurabile – su quel tratto del Bidente Piccolo e su quei poggi che vi dirupano, nelle molte case dalla giusta proporzione toscana che si confondevano con la pietra e ne avevano la struttura, abitavano anime più numerose dei sassi della Mulattiera del Bidente, stretta e guizzante come una biscia.