Negli ultimi anni, il lupo è tornato a essere un tema di discussione frequente in Italia. Questo animale, una volta estinto in gran parte del nostro Paese, sta lentamente ricolonizzando le nostre montagne e colline. Questo ritorno ha suscitato sentimenti contrastanti, tra chi lo considera un predatore pericoloso e chi, invece, lo vede come un elemento fondamentale dell’ecosistema.
I nostri paesi e le nostre città non sono da meno e c’è chi ne parla spesso al bar o chi, imbracciando le tastiere, spara sentenze nei vari social network. Noi, per capire la questione, abbiamo chiesto alla naturalista Tania Bascucci di rispondere ad alcune domande frequenti sulla questione e pubblichiamo qui le risposte di Tania, che ringraziamo tantissimo.
Sabato 13 gennaio a Trappisa, si terrà una serata dedicata al “Wolf Howling” durante la quale, la naturalista Tania Bascucci, la guida Emiliano Conficoni e il naturalista Giampiero Semeraro parleranno del lupo, delle sue abitudini e delle possibili soluzioni per convivere con lui. La serata si concluderà con un’escursione notturna per ascoltare l’ululato del lupo, dopo un’ottima cena al rifugio.
Il lupo è un animale complesso e affascinante. È importante conoscere questo animale per poterlo comprendere e per poter trovare soluzioni che permettano a lui e all’uomo di convivere pacificamente.
Presto usciranno le informazioni su come iscriversi al “Wolf Howling”, intanto buona lettura.
È vero che il lupo danneggia le popolazioni delle proprie prede e impedisce ai cacciatori di svolgere l’attività venatoria in modo ottimale?
Per alcuni cacciatori il lupo è visto come un competitore, poichè entrambi mirano agli ungulati. Ci sono diversi studi che dimostrano però come il lupo sia in grado di scegliere le sue prede in modo sopraffino, captando malattie o difetti nelle prede, al contrario dei cacciatori, che spesso concorrono per l’individuo più imponente. Per questo oltre a non danneggiare le popolazioni delle prede, il lupo svolge proprio un ruolo regolatore, prelevando chirurgicamente gli individui malati o deboli mantenendo sana la popolazione popolazione delle sue prede d’elezione. (cinghiali, caprioli, cervi e daini)
Il lupo preferisce gli animali allevati a quelli selvatici?
No, la maggior parte della dieta del lupo è di origine selvatica. Il lupo rimane però un animale opportunista e in caso di facile accesso agli allevamenti può creare danni: per questo vanno difesi a dovere impedendo al lupo di associare a quel determinato luogo cibo facile.
Come si difendono gli allevamenti?
Ci sono diverse misure di sicurezza a seconda della tipologia di allevamento, come recinti mobili o fissi, dissuasori, fili elettrificati; lo strumento più funzionale però è senza dubbio il cane da guardiania, che difende il territorio occupato dall’allevamento con lo stesso meccanismo dei lupi.
I lupi non abitano più solo i boschi, perchè?
Siamo abituati a credere che il lupo debba vivere solo nei boschi, ma in quanto animale molto adattabile è in grado di vivere ovunque ci siano fonti trofiche
(cibo), di origine naturale o antropica che siano. Questo porta inevitabilmente all’avvicinamento del lupo alle attività umane, creando conflitti più o meno grandi; sta a noi quindi gestire con intelligenza le fonti da noi create.
È vero che ci sono troppi lupi?
È difficile quantificare il limite massimo di lupi che potrebbero o meno abitare uno spazio; ciò che è certo, però, è che la natura possiede i suoi meccanismi di regolazione anche per i predatori (come per esempio le malattie), e quindi un sistema sano è in grado di mantenere il suo equilibrio. Oltre alle morti per cause naturali si aggiungono ogni anno anche quelle per cause antropiche, dalle vittime involontarie degli incidenti stradali al bracconaggio.
Aprire la caccia al lupo potrebbe essere utile?
No, e ce lo dimostrano i paesi europei che, al contrario, lo credevano possibile.
Il lupo è un animale territoriale, legato a ciò che è presente negli spazi che occupa; prelevare uno o più lupi da un dato territorio non fa che liberare spazio ad altri lupi che col tempo arriveranno. Se vogliamo gestire la presenza del lupo per una migliore convivenza dobbiamo imparare a gestire i territori, limitando quindi le fonti trofiche derivate dalle nostre attività.
È vero che il lupo è stato reintrodotto?
No, non è stato reintrodotto, ma attraverso campagne di protezione e l’interruzione della caccia si è espanso in maniera naturale; complice inoltre il meccanismo di dispersione dei giovani individui, che porta alla ricerca di nuovi territori raggiunta la maturità sessuale.
È pericoloso se incontro un lupo nel bosco? Potrebbe attaccarmi? E se sono in branco?
È estremamente raro incontrare i lupi, tuttavia non impossibile. Spesso, comunque, saranno loro i primi ad andarsene, impauriti dai nostri rumori o i nostri odori; se così non dovesse essere basterà muoversi e parlare per spaventarlo a sufficienza. In caso l’incontro avvenga assieme ai nostri cani, è bene tenerli al guinzaglio il più vicino a noi e allontanarsi, per evitare che il lupo veda nel cane un possibile competitore. Gli unici attacchi all’uomo registrati negli ultimi anni sono stati causati da lupi singoli estremamente abituati all’uomo, spesso più volte avvicinati con del cibo e trattati come cani da compagnia. In condizioni normali sono più di due secoli che non avvengono attacchi, dai tempi in cui i bambini venivano mandati a pascolare le greggi senza nessun tipo di protezione!
I lupi ibridi sono più pericolosi dei lupi “normali”?
Nonostante il termine sia improprio (cane e lupo appartengono alla stessa specie e pertanto posso accoppiarsi e produrre prole fertile) gli incroci non sono più pericolosi dei lupi puri, poichè le abitudini dipendono da dove cresce l’individuo: un “ibrido” cresciuto in un branco di lupi puri acquisirà comportamenti e tecniche da lupo.
Ciò che invece comporta l’ibridazione è sicuramente una perdita all’interno del patrimonio genetico del lupo a favore del cane.
