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I mulini di RIdracoli

Nei primi anni del 1900 a Ridracoli esistevano tre mulini: quello della Forca, il Mulino di Sotto ed il Mulino di Sopra.

La Forca, piccolissimo opificio addossato all’omonima abitazione poco distante dalle case di Seghettina, non ebbe lunga vita: costruito intorno al 1835 è oggi sepolto dalle acque del lago e probabilmente lavorò poco.

Qualche decennio prima del Mulino della Forca i Giovannetti del Palazzo avevano fatto costruire il Mulino di Sotto posto nei pressi del bel ponte di pietra che attraversa il Bidente di Ridracoli: le acque alte del novembre 1966, quelle dell’alluvione di Firenze, fermarono definitivamente le sue macine ma Osvaldo Mainetti e la moglie Giulia continuarono a vivere nella loro abitazione ancora per oltre vent’anni.

Mulino della Forca 1994 - Foto da "IL POPOLO DI RIDRACOLI"

27 dicembre 1994 – Mulino della Forca. Canale di alimentazione del bottaccio riemerso in seguito al perdurare della siccità. Foto di Saverio Simeone da “IL POPOLO DI RIDRACOLI”

Sullo sfondo Mulino di Sotto Mulino Anni '60 - Foto da "IL POPOLO DI RIDRACOLI"

Anni ’60 – Sul ponte di Ridracoli. Sullo sfondo è il mulino di Sotto – Foto da “IL POPOLO DI RIDRACOLI”

Mulino di Sopra - Oggi restaurato e proprietà di Romagna Acque

Mulino di Sopra – Oggi restaurato e proprietà di Romagna Acque. Foto da popolidelparco.it

Il Mulino di Sopra (o della Teresona) esistente almeno dal XVI secolo è quello che ha da raccontare più storie. Era infatti il Mulino che apparteneva alla comunità di Ridracoli e che annualmente o quasi, veniva dato in affitto al miglior offerente. La persona che si aggiudicava l’appalto, alla fine qualcosa guadagnava mentre la comunità, oltre al servizio fornito ai propri abitanti, riscuoteva un piccolo canone di locazione e rimaneva in possesso di un bene che veniva sempre tenuto efficiente grazie alle manutenzioni di mugnai o esperti nel rimettere in sesto macine, pale, ritrecine e così via.

Non tutti potevano permettersi di partecipare alla locazione del mulino in quanto bisognava avere qualche soldo e l’avvallo di almeno una o due persone. A parte questo particolare, di non secondaria importanza, la comunità esigeva altri precisi obblighi ai quali il gestore del mulino doveva sottoporsi, di seguito viene riportata la delibera del 31 maggio 1736, giorno in cui

1953 Fiera del birracchio - FOTO da Il popolo di Ridracoli

‘Adunati avanti la chiesa di San Martino di Ridracoli’ alla presenza dei due rappresentanti della Comunità, che in quell’occasione erano Giovan Piero Gressi e Giovan Piero Gazzani il Mulino venne messo all’incanto a far data dal “..1 giugno 1736 a tutto maggio 1737…” Le regole imposte in quell’occasione obbligavano il ‘…Mugnaio di stare nel mulino e partendo deva lasciare la chiave al Castello, acciò quelli che vanno a macinare e non trovando il mugnaio possino avere la chiave al Castello suddetto, e non trovando nè il mugnaio né la chiave al Castello, li sia lecito aprire l’uscio del Mulino forzatamente alla presenza di due testimoni ed in tale caso il mugnaio sia obbligato rifare tale uscio a tutte sue spese, altrimenti possino essere accusati e condannati ad ogni danno quelli che guastassero l’uscio del Mulino..

All’incanto, per il quale vennero richiesti 100 testoni, parteciparono solo due persone ed il mulino ‘fu liberato’ a Giovan Battista Boscherini che offrì 71 testoni contro i 70 proposti da Matteo Di Domenico Salvadorini, il precedente mugnaio. Il Boscherini aveva quindi l’obbligo di restare sempre al mulino e nel caso di forzata assenza, doveva ricordarsi di lasciare la chiave al Castello a disposizione del popolo. In caso contrario qualsiasi persona, alla presenza di due testimoni, avrebbe avuto il diritto di andare a macinare forzando allegramente l’ingresso: tanto il conto per eventuali danni sarebbe arrivato al mugnaio!!! Regole chiare e semplici, emanate senza tanti giri di parole e fondamentali per mandare avanti la vita della piccola Comunità bidentina.

Altre informazioni sulla vita e gli abitanti di questa località le potrete trovare in “La Gente di Ridracoli”, settimo numero della collana ‘Ad Limina’ che sarà dato alle stampe prossimamente.

Dove si trova:

Si può raggiungere seguendo i sentieri CAI

Claudio Bignami

Articolo a cura di

Claudio Bignami

Autore della collana “Ad limina”, ben nota agli appassionati, che narrano le storie dei luoghi delle case dei contadini, dei poderi e delle parrocchie abbandonate nel Parco delle Foreste Casentinesi.