Giungiamo così al rudere della Casaccia, pochi resti pericolanti che però ci danno bene l’idea di quanto la casa fosse grande.
Si vedono ancora i resti di quella che immagino essere stata la cucina: alcune mensole scavate nella parete,
con ancora incise le iniziali di chi lo costruì.
La zona è riparata e suggerirebbe di fermarsi più a lungo… il caldo però mi fa prendere la decisione di camminare altri dieci minuti fino ad arrivare alla bella cascata lungo il fosso del Palaino, dove finalmente posso togliere gli scarponi ed immergere i pedi al fresco.
Mi sdraio e mi appisolo per qualche decina di minuti. Una libellula di un blu metallico mi sfiora il viso e mi sveglia, immagino voglia dirmi di non indugiare troppo e che da vedere c’è ancora molto.
Una lapide attira la mia attenzione, si tratta del ricordo di due bimbe decedute per cause legate alla guerra che, ancora anni dopo la sua conclusione, reclamava il suo tributo di sangue
La casa successiva che incontriamo è il Palaino, della quale, purtroppo, rimane ben poco
(al pari delle altre case incontrate in precedenza in questa stretta vallecola, fu abbandonata attorno alla metà degli anni ’50, motivo che spiega l’avanzato stato di rudere).
Il sentiero sale fino ad un colle panoramico dove si domina la valle del Bidentino per poi attraversare un tratto franato ed incrociare il sentiero CAI che scende da Casanova dell’Alpe
Torniamo sui nostri passi ed in discesa, sotto un sole battente che non ci concede respiro, superiamo le case restaurate delle Cortine (di Sopra e di Sotto)
Mulino delle Cortine (benchè al momento chiuso, il complesso merita una visita anche se solo esterna; ci auguriamo che possa risorgere e tornare presto allo splendore ormai perso da tempo).
Alla pozza presso il mulino mi attende una bella sorpresa: i ragazzi di Trappisa, finiti i lavori della giornata, hanno deciso di scendere al fiume per rinfrescarsi. Un tuffo tira l’altro e presto il sole si fa basso…
Decidiamo così di rientrare a Trappisa per una spaghettata tutti assieme, il vino non manca e nell’attesa che l’acqua bolla mi faccio un giro ad ammirare i lavori eseguiti.
pronta ad ospitare i Trekkabbestia al completo appena ci daranno il via e questa quarantena avrà termine.
Popolazione di Strabatenza.
Immagine tratta dal libro “Il Popolo di Strabatenza” (a cura di Claudio Bignami), 1991
NOTE:
cit. 1 : Alpe Appennina n.01, Monti Editore, 2019
cit. 2 e 3 :Claudio Bignami (a cura di), Il Popolo di Strabatenza, 1991
cit. 4 : Fabrizio De Andrè , Non al denaro non all’amore né al cielo (1971)
















