Lungo la strada che porta a Trappisa, c’è un cartello di legno che indica la strada per la vendita di ricotta e raviggiolo. Dopo qualche centinaio di metri la signora Tiziana dell’Azienda Agricola Bresciani sara pronta a rifornirvi del miglior ricordo di questa valle meravigliosa.

Un documento originale datato 1630 che testimonia la lunga storia custodita tra le mura di Trappisa. Ringraziamo Silvano Fabiani per averci inviato questa immagine originale. Nella testimonianza dell’epoca, che già riportiamo nella sezione dedicata alla storia di Trappisa, si legge:

«Tognino di Giovanni Bertrulli (?) lavoratore de Piombini a Trapisa havendo dato fuoco alle stoppie in detto loco et portato il fuoco dalla vehementia del vento a una capanna, la quale volendo esso diffenderla dal fuoco, che fù adi 7 di agosto 1630, ne restò talmente scottato in tutta la persona, che in capo a sei giorni si riposò nel signore, confessato, e comunicato, fù sepolto in chiesa adi 14 di detto con la solite cerimonie».

Ringraziamo Lucia Caselli, giornalista e appassionata di storia locale, che ha deciso di raccontare l’Ermo Novo nel nostro Blog. Si ripercorrono fatti realmente accaduti e documentati che hanno caratterizzato questo antichissimo luogo all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, accompagnati da qualche immagine dell’attuale rudere raggiungibile a piedi in escursione o in bicicletta.

Questa sera a Trappisa l’ennesima dimostrazione che non sono gli animali ad attraversare la strada ma la strada ad attraversare il bosco 🐗🦌🏡

Questi branchi di daini sono stati ripresi intorno al rifugio Trappisa. 🏡

Al rifugio Cà di Sopra si mangia veramente bene e dai tavoli all’aperto si può godere di una bellissima vista lago. Se siete di base a Trappisa potete raggiungere Cà di Sopra a piedi.

Una cassetta di libri è arrivata fino a Trappisa, grazie all’Associazione Sophia in Libris per avercela preparata e consegnata. Complimenti per il bellissimo progetto. 📚

 

 

La struttura ha la certificazione CETS Fase 2

La Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS) certifica le imprese turistiche presenti sul territorio, valorizzando l’importanza della collaborazione con il Parco e la comunità locale, della riduzione degli impatti ambientali della qualità della propria offerta.

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